Martedì 13 May 2008

Conferenza: Service e Project Management: relazioni e sinergie

Il 19 Giugno a Milano, al Circolo della Stampa - Corso Venezia 16 si terra' una conferenza dal tema molto interessante:

Service e Project Management: relazioni e sinergie

L'evento e' organizzato da iCONS - Innovative Consulting ed iSYS - Innovative Systems in collaborazione con itSMF Italia.


Questo evento si svolge nel contesto del ciclo di seminari ITIL® dalla TEORIA alla PRATICA, gia' pubblicizzato nel passato e si propone di indicare un metodo ed un percorso concreto per l’adozione dei processi del framework ITIL.

Questo tema risulta di particolare importanza nell'ambito di ITIL v3, ove il design e la transizione, che sono largamente project based, hanno assunto una dignita' pari ai processi di operations. Rimane molto interessante capire come interagiscono tali processi e come gestire in modo organico e produttivo queste interrelazione. Cosi' come sara' utile capire quali siano le possibili sinergie e come trarne vantaggio.

Dopo aver illustrato le potenziali interrelazioni in essere verranno presentate linee guida e raccomandazioni finalizzate al miglioramento dell'efficienza operativa e tali da consentire una visione completa ed integrata delle attività di progetti e servizi.

Per maggiori informazioni andate sul sito itSMF italia (www.itsmf.it)


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Venerdì 02 May 2008

ITIL v3: una schematizzazione

In ITIL v2 siamo stati abituati ad avere i processi (e funzioni) schematizzati classicamente nelle due aree:

Questa chiarezza, si e' naturalmente ottenuta dopo aver sedimentato e digerito il framework per diverso tempo. Per ITIL v3, invece, probabilmente a causa della relativa giovinezza, non esiste una schematizzazione chiara dei processi e delle funzioni. Per la verita' esistono alcuni tentativi di schematizzazione, piu' o meno riusciti. Parte della confusione nasce dall'apparente inconsistenza tra le diverse pubblicazioni OGC sull'argomento. Per fare qualche esempio: la guida ufficiale all'ITIL Service Lifecycle (The Official Introduction to the ITIL Service Lifecycle) parla del processo "Transition Planning and Support" all'interno del Service Transition, cosi' come il volume dedicato al Service Transition, mentre la guida ufficiale all'esame ITIL v3 Foundations (Passing your ITIL Foundation Exam, the official study aid) non ne parla nel capitolo dedicato ai processi. Altro elemento di counfusione e' la mancanza di un diagramma chiaro e conciso nella documentazione ufficiale che schematizzi tutti i processi in ITIL v3. Se poi si considera anche il volumetto  "An Introductory Overview of ITIL V3" di itSMF (link), i dubbi crescono invece di diminuire.

Per provare ad offrire una schematizzazione di ITIL v3 ci riferiremo principalmente ai 5 libri principali:

  • Service Strategy
  • Service Design
  • Service Transition
  • Service Operations
  • Continuous Service Improvement

L'assunzione di cui sopra vale per tutte la parti tranne che per la parte Service Strategy, per la quale seguiamo la guida ufficiale all'esame ITIL v3 Foundations.

I processi relativi al Service Strategy sono i seguenti:

  • Strategy Generation
  • Service Portfolio Management
  • Demand Management
  • Financial Management

I processi relativi al Service Design sono i seguenti:

  • Service Catalogue Management
  • Service Level Management
  • Capacity Management
  • Availability Management
  • IT Service Continuity Management
  • Information Security Management
  • Supplier Management

I processi relativi al Service Transition sono i seguenti:

  • Transition Planning and Support
  • Change Management
  • Service Asset and Configuration Management
  • Release and Deployment Management
  • Service Validation and Testing
  • Evaluation
  • Knowledge Management

I processi relativi al Service Operation sono i seguenti:

  • Event Management
  • Incident Management
  • Request Fulfillment
  • Problem Management
  • Access Management

Vi sono anche delle funzioni definite nel Service Operation:

  • Service Desk
  • Technical Management
  • IT Operations Management
  • Applications Management

Nella parte Continual Service Improvement vi e' definito un processo di miglioramento continuo organizzato in sette passi:

  • Passo 1: Definizione di cio' che bisogna misurare
  • Passo 2: Definizione di cio' che si puo' misurare
  • Passo 3: Raccolta dei Dati
  • Passo 4: Formattazione deidati
  • Passo 5: Analisi dei dati
  • Passo 6: Presentazione ed utilizzo delle informazioni
  • Passo 7: Implementazione di azioni correttive

Una rappresentazione grafica della schematizzazione di cui sopra e' disponibile in basso.

Posted by mliuzzi at 16:08:03 | Permanent Link | Comments (1) |

Martedì 29 Aprile 2008

ISO 21500: il nuovo standard ISO per il Project Management

L'International Standards Organization (ISO) ha iniziato lo sviluppo dello standard ISO 21500, nuovo standard internazionale per il project management.

Lo standard ISO 21500 si basera' su standard esistenti e su sviluppi gia' effettuati a livello nazionale. Tra di essi vi saranno senz'altro il PMBOK® del PMI (www.pmi.org), che servira' come base per la terminologia (a quanto pare). Per la suddivisione in processi si utilizzeranno input dal PMBOK®, dallo standard BSI 6079 ed IPMA (www.ipma.ch).
Lo standard dovrebbe, nelle intenzioni, essere applicabile ad organizzazioni di ogni dimensione e settore.

Posted by mliuzzi at 17:12:42 | Permanent Link | Comments (0) |

Lunedì 28 Aprile 2008

Come implementare il CMDB?

Nei prossimi mesi mi occupero' di un progetto sulla definizione di specifiche del CMDB (e del correlato processo di Configuration Management) in una grande organizzazione. 

Il primo problema che si incontra nei progetti di implementazione del processo di Configuration management e': da dove iniziare? Tutta la documentazione ITIL (sia versione 2 che versione 3) ci da' un visione quasi utopica del CMDB e del processo di configuration management, fino a dire che supporta tutti gli altri processi e che ne e' alla base.

Basti vedere una parziale lista dei benefici potenziali (o attesi?) per rendersi conto della sua utilita' e pervasivita':

- Disponibilita' di informazioni accurate sull'infrastruttura IT
- Maggiore controllo sugli asset IT 
- Maggiore aderenza alle leggi (es. numero licenze software)
- Miglior supporto al processo di Incident Management, soprattutto nella valutazione dell'impatto degli incidenti.
- Miglior supporto al processo di Problem Management, in particolare nell'ausilio fornito nell'analisi della "root cause".  
- Miglior supporto al processo di Change Management, nell'identificazione delle  baseline iniziali prima del cambiamento
- Miglior supporto al processo di Release Management, nella definizione delle target CI
- etc...

Puo' fare talmente tante cose che... non sappiamo dove e come iniziare a fargliele fare. Iniziare a catalogare tutti i CI, etichettarli, aggiornarli, sperando che i benefici si materializzino come d' incanto, non e' generalmente una buona idea.

Un utile metodo per iniziare a implementare un CMDB e' porsi la domanda in termini specifici: cosa vogliamo fargli fare? Vogliamo un maggiore controllo sugli asset IT o vogliamo un tool di supporto all'Incident Management? Quali sono gli utilizzi piu' importanti del CMDB per la nostra organizzazione (e per il management dell'organizzazione)?

E' utile a questo proposito organizzare dei workshop con gli utenti attesi del CMDB (a livello decisionale) che possano definire quali sono i loro problemi in modo da poter capire come puo' il CMDB aiutarli a risolverli. La soluzioni attese dal CMDB si formalizzano in Use Cases. Questi possono andare dal rendere disponibile agli operatori di Help Desk una vista dell'infrastruttura di rete in modo da poter rispondere alla (frequente) domanda: "i server sono raggiungibili?" fino al permettere ai manager di effettuare analisi di costo sull'infrastruttura per poter allocare i costi ai diversi clienti.

Questi Use Cases saranno il nostro punto di partenza nel definire il nostro CMDB attraverso un approccio Top-Down. Partendo dal risultato finale definiamo i dati ed il livello di dettaglio che devono essere presenti nel CMDB. Questo approccio ci permette anche di definire un approccio in fasi. Prima si approcciano e si implementano gli Use Cases che risolvono i problemi piu' dolorosi e via via con iterazioni successive si puo' procedere ad espandere il CMDB fino a risolvere anche altri problemi.

Il Configuration Management e' forse l'unico processo ITIL della parte Service Support (ragionando in termini di ITIL v2) i cui benefici non sono (quasi) gratuiti leggendo le ricette ITIL, ma vanno meditati, adattati, sudati in base alle proprie esigenze.
Posted by mliuzzi at 17:19:55 | Permanent Link | Comments (0) |

Lunedì 21 Aprile 2008

Evento ItSMF: ITIL - motore dei servizi

itSMF Italia torna a Roma con l'Evento di Primavera 2008, appuntamento senz'altro molto importante per la Comunità Professionale dell'IT Government delle Aziende e della Pubblica Amministrazione. Il tema di quest'anno è "ITIL: MOTORE DEI SERVIZI".

L'appuntamento è fissato per giovedì 8 maggio 2008, presso l'Hotel Villa Pamphili di via della Nocetta 105 a Roma.

Nello scorso evento di primavera si era creata un ottima collaborazione con strutture di ricerca e con l’invito da parte di Enti e istituzioni nazionali come CNIPA e Sincert a partecipare alle attività nelle quali si elaborano le linee guida a supporto della qualità dei servizi e degli appalti.

Durante questo evento, lo spazio più importante della Conferenza sarà dedicato alle testimonianze di progetti in fase avanzata di sviluppo. Ciascun relatore illustrerà il suo caso con una presentazione strutturata di circa 10 minuti. Per far emergere i punti di forza e le criticità nonché la specificità delle soluzioni singolarmente adottate, farà seguito un giro di tavola con domande rivolte alle aziende da un moderatore.

E' disponibile l'agenda della giornata sul sito itSMF Italia: http://www.itsmf.it/download/SYSTEM_ATTACH/itSMF_AGENDA_ROMA_2008.pdf

La partecipazione è gratuita previa iscrizione online: http://www.itsmf.it/index.php?method=registrazione_evento&id=94.
Posted by mliuzzi at 16:44:47 | Permanent Link | Comments (0) |

Mercoledì 26 Marzo 2008

Seminario: “Program e Risk Management"

Lunedì, 31 Marzo 2008, il Southern Italy Chapter (http://www.pmi-sic.org) del Project Management Institute (http://www.pmi.org) organizza un seminario presso la Facoltà di Ingegneria dell' Università Federico II a Napoli (c/o Aula Scipione Bobbio, Piazzale V. Tecchio, 80 - Napoli).

Il titolo esteso del seminario e': "Program e Risk Management: Il caso A380 per Alena Aeronautica". Il relatore sara' l'Ing. Roberto Polidoro, Executive Vice President per i Programmi Airbus di Alenia Aeronautica ed esperto del settore.

L'iscrizione e' obbligatoria (scusate per il breve preavviso...). Per iscriversi cliccate sul link seguente: http://www.pmi-sic.org/iscrizione_eventi/modulo_iscrizione_free.htm


Il risk management e' senz'altro un argomento importante, ma senz'altro sara' interessante seguire da una fonte primaria il caso di studio che e' relativo all'arcinoto progetto Airbus A380.

Posted by mliuzzi at 12:06:32 | Permanent Link | Comments (0) |

Lunedì 17 Marzo 2008

PRINCE 2: Initiating a Project (IP)

Qualche post fa abbiamo analizzato il processo Starting up a project (SU) di PRINCE2, proseguiamo su quello traccia ed occupiamoci del secondo processo: Initiating a Project (IP).


Il processo IP inizia non appena il Project Board (l'autorita' che dirige il processo in PRINCE2) approva il Mandato di progetto (Project Brief), preparato durante il processo precedente (SU).


Di fatto il processo SU e' il primo vero e proprio processo del modello PRINCE2, in quanto, per essere precisi, il processo SU non fa parte del progetto in senso stretto, ma della fase di pre-progetto. Nel processo SU in effetti si stabilisce il Project Board, che e' l'autorita' massima del progetto che poi da' il via ufficiale al progetto sulla base del Mandato di progetto.


Alcuni degli obiettivi di questo processo sono i seguenti:
 - Finalizzare il Project Initiation Document (PID)
 - Preparare lo Stage Plan per la prima fase di progetto
 - Documentare e confermare il Business Case per il progetto
 - Ottenere l'impegno delle varie parti
 - Assicurarsi che il Project Board assuma la "proprieta'" (ownership) del progetto
 

Il Processo IP e' composto dei sotto processi:


IP1 - Pianificazione della Qualita' (Planning Quality). Questo sottoprocesso si occupa di determinare i requisiti di qualita' del progetto, nonche' l'approccio da tenere durante il progetto rispetto alla qualita'. Sia i requisiti che l'approccio vanno documentati nel piano di qualita' di progetto (Project Quality Plan)

IP2 - Pianificazione di progetto (Planning a Project). Questo sottoprocesso di occupa di creare il Piano di progetto (Project Plan). Il piano include le attivita' principali, i deliverables, i costi , il ciclo di vita nonche' le risorse necessarie allo svolgimento del progetto stesso.

IP3 - Affinamento del Business Case e dei rischi di progetto (Refining Business Case and Risks). Questo sottoprocesso si occupa di ampliare e verificare il Business Case descritto nel Mandato di Progetto (Project Brief) alla luce del piano di progetto. Lo stesso lavoro di ampliamento e verifica viene effettuato con riferimento ai rischi di progetto.

IP4 - Impostazione dei controlli di progetto (Setting up Project Controls). In questo sottoprocesso vengono definiti dei meccanismi di controllo per assicurarsi che ad ogni livello di progetto possano essere verificati il progresso (con riferimento al piano di progetto) e definite le misure correttive eventuali. In questo sottoprocesso viene anche definito un Communication Plan che chiarisca come, quando e a chi le informazioni vadano distribuite.

IP5 - Impostazione dell'archivio di Progetto (Setting Up Project Files). In questo sottoprocesso si sviluppa il sistema informativo di progetto, tra le altre cose di creano l' Issue Log, il Lessons Learned Log ed il Daily Log.

IP6 - Creazione del Project Initiation Document (Assembling a PID). Nell'ultimo sotto processo del processo IP ci si occupa di creare il Project Initiation Document, che e' il documento (fisico o logico) che abbia tutte le informazioni necessarie ad effettuare deciusioni sul progetto. Il PID sara' riutilizzato durante tutta la durata del progetto.


Posted by mliuzzi at 13:50:34 | Permanent Link | Comments (2) |

Giovedì 28 Febbraio 2008

Seminario: “Il PM come Coach"

Venerdì, 29 Febbraio 2008, il Southern Italy Chapter (http://www.pmi-sic.org) del Project Management Institute (http://www.pmi.org) organizza un seminario presso il Club Nautico della Vela, P.tta Borgo Marinari a Napoli.

Il titolo del seminario e': “Il PM come Coach: Una moderna interpretazione del ruolo o un ulteriore aggravio di responsabilità?".

Il relatore sara' il Dr. Giuseppe Bonamassa, esperto nel ramo del coaching e della formazione.

L'iscrizione e' obbligatoria (scusate per il breve preavviso...). Per iscriversi cliccate sul link seguente: http://www.pmi-sic.org/iscrizione_eventi/modulo_iscrizione_free.htm

Onestamente credo che il tema sia importante, il coaching e' senz'altro uno strumento validissimo (e poco utilizzato) nelle mani del Project manager.
Posted by mliuzzi at 13:14:56 | Permanent Link | Comments (0) |

Mercoledì 20 Febbraio 2008

Corsi di Alta Formazione 2008 in ICT Management e Project Management

L'università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Adfor confermano l'avvio a Marzo 2008 di due Corsi di Alta Formazione:

  • Corso di Alta Formazione in ICT Management, giunto alla sua sesta edizione, ha l'obiettivo di formare i partecipanti sulle componenti organizzative e manageriali necessiarie per presiedere e governare in modo efficace l'ICT di un'Azienda con riferimento ai framework più diffusi e alle più aggiornate best practice (Cobit 4.1, ITIL; ISO 27001). L'edizione di quest'anno è stata arricchita da un intervento formativo su ITIL volto al conseguimento della Certificazione ITIL Foundation e che include la formazione, la simulazione d'esame e l'esame di Certificazione. Adfor è partner EXIN per il training e le certificazioni ITIL Foundation.
    Al termine del Corso viene rilasciata dall’Università Cattolica una Certificazione Finale.
  • Corso di Alta Formazione in Project Management, giunto alla sua quarta edizione, si rivolge alle figure preposte a governare l’innovazione (i Project Manager), con riferimento alle più diffuse best practice del Project Management Institute (PMI).  Al termine del Corso verrà rilasciato dall'Università Cattolica un Attestato di Frequenza o, al superamento dell'esame finale, una Certificazione di Project Manager.

Per maggiori informazioni sui Corsi, è possibile consultare la documentazione disponibile sul sito Adfor alla pagina:
http://www.adfor.it/education/altaformazione.asp

I Corsi sono rivolti a figure professionali con esperienza lavorativa e che siano considerati "ad alto potenziale" dalle rispettive aziende di appartenenza. La partecipazione è inoltre consigliata a coloro che, pur già ricoprendo ruoli manageriali nell'ICT, desiderano completare o ampliare la propria cultura e le proprie conoscenze nell'ottica delle più diffuse best practice. La trattazione delle tematiche allo stato dell'arte, verificate dalla pratica quotidiana ed integrate da visioni più meditate e formalizzate, continua ad essere il motivo conduttore della proposta formativa.

Posted by mliuzzi at 13:37:44 | Permanent Link | Comments (1) |

Venerdì 01 Febbraio 2008

Esami PMP, CAPM e PgMP PBT a Napoli

Anche per l’anno 2008 è stata programmata una sessione di esame a Napoli per l’ottenimento delle credenziali del Project Management Institute (PMI, http://www.pmi.org):


- Project Management Professional (PMP),
- Program Management Professional (PgMP) e
- Certified Associate in Project Management (CAPM

L'esame sara' Paper based (su carta) e si effettuera' il 12 Aprile 2008 presso l'Hotel Splendid, sito in Via A Manzoni 96 a Napoli. Il limite ultimo  per la registrazione e' il 6 marzo 2008.

Maggiori informazioni disponibili sul sito http://www.pmi-sic.org del Southern Italian Chapter del PMI.

Posted by mliuzzi at 16:47:15 | Permanent Link | Comments (0) |