Mercoledì 31 Gennaio 2007

Il Capacity Management nella pratica...

Un paio di post fa' abbiamo parlato di Capacity Management, ne discutiamo alcuni aspetti pratici e di implementazione in questo post.

I Fattori critici di successo in un implementazione di Capacity Management sono generalmente i seguenti:

  • Le previsioni di business devono essere accurate
  • E' necessaria una buona comprensione della tecnologia attuale e degli sviluppi futuri
  • E' importante valutare il corretto bilanciamento dei vincoli di costo con le necessita' dell'organizzazione
  • Le interazioni con altri processi deveono essere chiare e definite
  • Il Capacity Management deve essere il punto centrale per tutti i problemi legati alle capacita' ed alle prestazioni delle risorse e dei servizi IT
  • Il processo di Capacity Management e' iterativo (plan, do , check, act) e non statico.

Nell'implementare il Capacity Management e' opportuno valutare innanzi tutto quali elementi siano gia' presenti nella nostra organizzazione per determinare il gap tra l'esistente e le best practices proposte in ITIL. Alcuni degli aspetti da valutare includeranno i seguenti: i tool in uso, le suddivisione delle responsabilita' ed il budget a disposizione. Naturalmente, se vi e' un documento formale delle procedure di Capacity Management esistenti, e' molto piu' semplice implementare un processo di Capacity Management ITIL-Conformant.

Tipici problemi che si incontrano nell'implementare il Capacity Management sono i seguenti:

  • Le aspettative degli utenti non sono allineate alle possibilita' tecniche od economiche
  • Previsioni di business non realistiche
  • Informazioni di uso delle risorse e dei servisi inaccurate o incomplete
Posted by mliuzzi at 17:42:59 | Permanent Link | Comments (0) |

Martedì 30 Gennaio 2007

Project Scope Management nel PMBOK...

Parecchi post fa avevamo parlato di Scope Management, come una delle 9 knowledge areas del PMBOK (vedi post relativo). Ne parliamo in questo post.

La gestione dello scope (ambito) di progetto comprende i processi utili a determinare, definire e controllare ciò che è parte del progetto e ciò che non lo è. Sembra semplice, ma come chiunque abbia lavorato in un qualsiasi progetto avra' constatato, non sempre lo e'. Nel contesto del progetto, il termine scope viene definito nel PMBOK come:

  • Specifiche di prodotto: caratteristiche e funzioni che contraddistinguono un prodotto, un servizio o un risultato.
  • Ambito del progetto: lavoro che bisogna fare per consegnare un prodotto, un servizio o un risultato con le caratteristiche e le funzioni specificate.

Il PMBOK identifica nella knowledga area di Scope Management i cinque i processi elencati di seguito: 

  • Scope Planning: creazione di un piano di gestione del project scope, che detttagli come lo scope (ambito) sarà definito, verificato e controllato. Il processo di Scope planning e' parte del Planning Process Group. Nel piano verranno anche dettagliati i meccanismi di creazione della Work Breackdown Structure (WBS), ossia la struttura di scomposizione del lavoro. La definizione e la gestione dello scope del progetto, naturalmente, influiscono significativamente sulla sua riuscita. Il Piano di gestione dello scope di progetto è uno strumento di pianificazione che descrive in che modo il gruppo dovrà definire lo scope, dettagliarne la descrizione, definire ed elaborare il WBS, verificare e controllare lo scope.
  • Scope Definition: sviluppo di una descrizione dettagliata del project scope che sara' utilizzata come baseline per le decisioni future. Il processo di Scope Definition e' parte del Planning Process Group. La preparazione di una chiara e non ambigua descrizione dello scope di progetto è fondamentale per il successo del progetto e si basa sui "deliverable principali, gli assunti e i vincoli documentati durante l'avvio del progetto nel corso della descrizione preliminare dell'ambito del progetto".
  • Creazione del WBS: suddivisione dei principali prodotti (deliverables) del progetto, e dei task relativi, in componenti opportunamente dimensionate per essere gestibili. Il processo di creazione del WBS e' parte del Planning Process Group. La WBS è una scomposizione gerarchica, generalmente orientata ai deliverable, dei task che devono essere eseguiti per raggiungere gli obiettivi del progetto. La WBS suddivide il lavoro in porzioni ridotte e quindi più gestibili, dove ogni livello inferiore della WBS implementa una definizione più dettagliata dei task. Il processo di breackdown va continuato finche e' possibile effettuare la schedulazione, la stima dei costi, il controllo del lavoro pianificato, contenuto nei componenti della WBS che si trovano ai livelli più bassi della gerarchia (Work Packages).
  • Scope Verification: accettazione formale dei deliverable di progetto completati. Il processo di Scope Verification e' parte del Monitoring & Control Process Group. La scope verification è il processo che formalizza l'accettazione da parte degli stakeholder dei requisiti di progetto ed un benchmark per poterne valudare il completamento dei deliverable.
  • Scope Control: controllo delle modifiche apportate all'ambito del progetto. Il processo di Scope Control e' parte del Monitoring & Control Process Group. Lo Scope control riconosce che le modifiche allo scope sono un evento spesso inevitabile ed influisce sui fattori che creano le modifiche allo scope e di come gestire l'impatto di tali modifiche. 
Posted by mliuzzi at 14:01:54 | Permanent Link | Comments (0) |

Lunedì 29 Gennaio 2007

Il Capacity Management in ITIL...

Uno dei processi di ITIL della parte Service Delivery e' il Capacity Management (vedi http://marcoliuzzi.blog.com/1183476/).

Obiettivo del processo di Capacity Management e' di: "comprendere i futuri requisiti aziendali, le operazioni dell'organizzazione, l'infrastruttura informatica e garantire che tutti gli aspetti relativi alle prestazioni e alle capacita' attuali e future siano forniti in maniera cost effective".

Il processo di Capacity Management comprende i seguenti elementi:

  • Comprensione della domanda di servizi attuale e previsione dei bisogni futuri.
  • Capacita' di influenzare la domanda di servizi e risorse IT
  • Produrre e aggiornare un capacity plan che consideri tutte le necessita' del business

Il capacity management si divide in tre aree maggiori:

  • Business Capacity Management, relativo all'operativita' dell'azienda. Si focalizza sui requisiti futuri del business.
  • Service Capacity Management, relativo ai servizi erogati. Si focalizza sulla gestione delle prestazioni dei servizi IT erogati.
  • Resource Capacity Management, relativo alle risorse IT. Si focalizza sulla gestione delle risorse finite dell'infrasturuttura IT.

Le principali attivita' del Capacity Management sono l'Analisi, il Design, la realizzazione, ed il monitoraggio. Il processo e' naturalmente iterativo. Il Capacity management deve avere come input i piani strategici dell'azienda per poter implementare tutti i requisiti futuri.

Il processo di Capacity management dovrebbe occuparsi di implementare e gestire un database, il Capacity Management Database. Questo database e' la sorgente di tutti i report del Capacity Management. Naturalmente non e' necessario che sia un database unico, ma puo' essere distribuito in piu' ubicazioni fisiche e puo relazionari dati molto diversi ed eterogenei tra loro.

Posted by mliuzzi at 14:00:06 | Permanent Link | Comments (0) |

Martedì 23 Gennaio 2007

Eventi PMI in Italia

Vi suggerisco di dare un occhiata al sito del PMI-Southern Italian Chapter e del PMI-Northern Italian Chapter in quanto vi sono degli interessanti seminari nei prossimi giorni. I seminari danno diritto a PDU utili a mantenere la certificazione PMP.

Posted by mliuzzi at 17:36:03 | Permanent Link | Comments (0) |

Venerdì 19 Gennaio 2007

COBIT 4.1

Avevamo parlato di COBIT in un post precedente(http://marcoliuzzi.blog.com/1189403/). Allora la versione era la 4.0, adesso si parla gia' della versione 4.1.

COBIT 4.1 sara' pubblicato nella prima meta' del 2007. Allo stesso tempo verra' rilasciato un set di nuove pubblicazioni:

  • COBIT Control Practices, le novità consistono nelle control practice, derivati dalla prima edizione e migliorati ed allineati con COBIT 4.1
  • IT Governance Implementation Guide using COBIT and Val IT, fornisce un percorso dettagliato per stabilire una IT governance efficace nelle organizzazioni e per usare COBIT a tale scopo.
  • IT Assurance Guide: Using COBIT, fornisce una guidance dettagliata di come COBIT può essere utilizzato per supportare una gran varietà di attività di attivita' come il planning, lo scoping ed il risk assessment, ed anche le modalità per compiere una assurance review per ciascuno dei processi IT.

COBIT 4.1 comprende una serie di aggiornamenti incrementali rispetto alla vecchia versione. Si tratta di una sorta di aggiornamento del framework COBIT senza molti cambiamenti significativi rispetto a prima. la nuova versione fornisce una executive overview piu' efficace ed ulteriori informazioni sulle metriche. Sono forniti anche obiettivi di controllo migliorati. Sono state anche corrette le incoerenze, gli errori e le sviste identificate dagli utilizzatori di COBIT.

A gennaio 2007 e' anche stata rilasciato un documento che descrive il mapping tra COBIT e ITIL (http://www.isaca.org/Content/NavigationMenu/Members_and_Leaders/COBIT6/COBIT_Mapping1/COBIT_Mapping.htm).

Posted by mliuzzi at 14:00:01 | Permanent Link | Comments (0) |

Giovedì 18 Gennaio 2007

Blog Interessanti...

Vi segnalo un paio di Blog interessanti:

Posted by mliuzzi at 13:54:58 | Permanent Link | Comments (2) |

Mercoledì 17 Gennaio 2007

Project Integration Management nel PMBOK...

Parecchi post fa avevamo parlato di Project Integration Management, come una delle 9 knowledge areas del PMBOK (vedi post relativo). Ne parliamo in questo post.

La Knowledge area del Project Integration Management (gestione dell'integrazione di progetto) comprende i processi e le attività necessari per identificare, definire, combinare, unificare e coordinare i vari processi e le attività di Project Management definiti all'interno dei process groups (gruppi di processi), che ricordiamo essere i seguenti:

  • Initiating processes 
  • Planning processes
  • Execution processes
  • Control processes
  • Closing processes

La knowledge area del Project Integration Management e' l'unica che copre tutti i process groups elencati sopra.

Il concetto di Integration, applicato al project management, include il decidere dove concentrare le risorse e l'impegno in ogni momento, prevedere i potenziali problemi, affrontare tali problemi prima che assumano dimensioni critiche e coordinare il lavoro per il successo del progetto. Il Project Integration Management prevede anche l'effettuazione di scelte tra obiettivi e alternative potenzialmente in contrasto.

Una nota che il PMI sempre include quando parla dei processi di Project Management e' la seguente: "I processi di Project Management vengono in genere presentanti come componenti discrete con interfacce ben definite, mentre in realtà si sovrappongono e interagiscono in modi che non possono essere descritti dettagliatamente...".

Il motivo per cui vi e' la necessita' del Project Integration Management e' abbastanza ovvio e discende dalla nota precedente: i singoli processi (siano essi di cost o time o scope management...) interagiscono, e l'interazione va opportunamente gestita. Gli esempi sono sotto gli occhi di qualsiasi project management non puoi gestire il costo senza toccare il tempo o lo "scope" del progetto...

I singoli processi relativi al Project Integration Management includono:

  • Sviluppare il Project Charter, che fa parte dell'Initiating Process Group. Si occupa dello sviluppo del Project Charter. Il Project Charter è il documento che autorizza formalmente il progetto. Esso fornisce al project manager l’autorità necessaria per poter eseguire il progetto. È considerato utile (necessario...) assegnare un project manager sempre prima dell'inizio della pianificazione, e preferibilmente in fase di sviluppo del Project Charter.
  • Sviluppare la Preliminary Project Scope Statement, che fa parte dell'Initiating Process Group. Si occupa dello sviluppo della descrizione preliminare dello "scope" del progetto, che riguarda e documenta le caratteristiche e i limiti del progetto e dei prodotti e servizi ad esso associati, come anche i metodi di accettazione e di controllo dello scope. A questo stadio (initiating) e' importante ricordare che e' un document preliminare che andra' affinato man mano che le informazioni sono piu' definite.
  • Sviluppare il piano di Project Management, che fa parte del Planning Process Group. Comprende le azioni necessarie per definire, integrare e coordinaretutti i piani inclusi in un piano di Project Management, generalmente preparati per tutte le altre knowledge area (Quality planning, Communication planning, etc..). Il contenuto del piano di Project Management varia in base all'area applicativa e alla complessità del progetto. Questo processo ha come risultato un piano di Project Management aggiornato e rivisto mediante il processo Controllo integrato delle modifiche definito piu' in basso (penultimo della lista).
  • Dirigere e gestire l'esecuzione del progetto, che fa parte dell'Executing Process Group. Si occupa dell'esecuzione del lavoro come definito nel piano di Project Management, output del processo precedente, e che consente di raggiungere i requisiti del progetto stabiliti dalla descrizione dell'ambito del progetto.
  • Monitorare e controllare il lavoro del progetto, che fa parte del Controlling Process Group. Si occupa del monitoraggio e controllo dei processi utilizzati per avviare, pianificare, eseguire e chiudere un progetto in modo da raggiungere gli obiettivi in termini di prestazioni come definito nel Project Management Plan. Utilizzato per controllare le prestazioni del progetto, e per definire ed eseguite delle azioni correttive o preventive. Il monitoraggio è un elemento costitutivo del Project Management eseguito per tutto il corso del progetto e consente di raccogliere, misurare e diffondere le informazioni sulle prestazioni e di valutare le misurazioni e le tendenze per favorire eventuali miglioramenti al processo.
  • Controllo integrato delle modifiche, che fa parte del Controlling Process Group. Si occupa dell'analisi di tutte le richieste di modifica, approvazione delle modifiche e controllo delle modifiche ai deliverable e agli asset del processo organizzativo.
  • Chiusura del progetto, che fa parte del Closing Process Group. Si occupa del completamento di tutte le attività relative all'insieme dei gruppi di processi di Project Management che consente di chiudere formalmente il progetto o una fase di progetto.

Sarebbe interessante vedere i vari processi nel dettaglio, magari un giorno lo faremo...

Posted by mliuzzi at 18:20:41 | Permanent Link | Comments (0) |

Martedì 16 Gennaio 2007

Bibliografia Essenziale su ITIL...

Se vi interessa saperne di piu' su ITIL o prendere una delle certificazioni relative, vi propongo una lista essenziale di pubblicazioni in ordine di importanza (valutazione soggettiva...). Purtroppo per poter parlare "in ITIL" bisogna conoscere l'inglese... Comunque qualche libro in italiano c'e'e ve lo propongo tra gli altri (li avevamo gia' citati in un post precedente):

  • ITSM Pocket Guide, Versione Italiana
    Autore: Macfarlane, I.J., Rudd, C.
    Casa Editrice: itSMF publications
    Magnifico libretto di consultazione pratico per i professionisti che offre una spiegazione chiara e succinta dei processi coinvolti nel Service Management, Service Support e Service Delivery. Ottimo come riferimento rapido.

  • Service Support (IT Infrastructure Library), Versione Inglese
    Autore: Central Computer & Telecommunications Agency
    Casa Editrice: The Stationery Office Books
    La bibbia della parte Service Support pubblicata dagli inventori di ITIL.

  • Service Delivery (IT Infrastructure Library), Versione Inglese
    Autore: Central Computer & Telecommunications Agency
    Casa Editrice: The Stationery Office Books
    La bibbia della parte Service Delivery pubblicata dagli inventori di ITIL.

  • Metrics for IT Service Management: ITSM Library, Versione Inglese
    Autore: Peter Brooks
    Casa Editrice: van Haren Publishing
    Utilissima guida alle metriche, fondamentale per il process improvement, endorsed dall'itSMF Publications Committee 

  • ISO 20000 - pocket guide, versione italiana
    Autore: Vari
    Casa Editrice: Van Haren Publishing
    Questo libricino e' un documento di facile lettura che spiega la natura, il contenuto e lo scopo dello standard ISO/IEC 20000.

  • Foundations of IT Service Management, Based on ITIL, Versione Inglese
    Autore: Jan van Bon
    Casa Editrice: van Haren Publishing
    Utilizzabile principalmente nel contesto della preparazione all'esame ITIL Foundations

Per aquistare andate sul sito dell'IT Service Management Forum italiano (www.itsmf.it) oppure su http://www.amazon.co.uk (tranne i libri in italiano, presenti solo su itSMF)

Posted by mliuzzi at 17:34:42 | Permanent Link | Comments (0) |

Lunedì 15 Gennaio 2007

Six Sigma come metodologia per il miglioramento dei processi...

Una delle metodologie di continuo miglioramento e gestione della qualita' piu' note e' il Six Sigma, basato sul controllo della varianza, che ha lo scopo di portare la qualità di un prodotto o di un servizio ad un determinato livello, particolarmente favorevole per l'utente.

La metodologia Six Sigma concentra l'attenzione sulle variazioni dei processi aziendali rispetto al loro comportamento standard. L'applicazione di tecniche statistiche e di metodologie progettuali per un'analisi strutturata di tali variazioni, definite difetti, consente al management di arrivare a conoscere le motivazioni di queste fluttuazioni e di predire i risultati finali del processo. Attraverso la metodologia Six Sigma è infatti possibile ridurre tali variazioni arrivando così a migliorare l’efficienza e l’efficacia di un'organizzazione mantenendo come punto di riferimento i bisogni dei clienti.

E' stato dimostrato che ogni azienda, manifatturiera o di servizi, grande o media può beneficiare finanziariamente (risparmi da 2 – 3% sul fatturato) da una corretta implementazione del Six Sigma nei propri processi.

Il metodo Six Sigma, applicato per migliorare processi già esistenti e funzionanti si svolge secondo i seguenti step:

  • Definire. In questa fase il gruppo di lavoro deve identificare il processo da migliorare, tradurre i bisogni del cliente in requisiti.
  • Misurare. Questa fase consiste nella valutazione dell’attuale livello di prestazione del processo o prodotto relativamente ai requisiti individuati. Occorre dapprima individuare e validare un adeguato sistema di metriche, poi effettuare la misurazione.
  • Analizzare. Sulla base delle informazioni disponibili e dei dati misurati, si applicano le tecniche statistiche per individuare le cause dei difetti e per quantificare in che misura ogni causa influenzi il requisito studiato e la sua varianza.
  • Migliorare. Questa è la fase in cui si propongono e si mettono in pratica i miglioramenti: solo dopo aver compreso a fondo le cause dei difetti. E’ infatti una prerogativa del Six Sigma quella di evitare che si salti immediatamente alle soluzioni. Occorre creare un ventaglio di possibili soluzioni agendo direttamente sulle cause più importanti, effettuare un’analisi di costi e benefici, valutare la necessità e le modalità di eventuali esperimenti o test pilota.
  • Controllare. In questa fase si tiene sotto controllo il processo, al fine di standardizzarlo e stabilizzarlo. Si quantifica l’entità del miglioramento e si intraprendono azioni di supporto come la redazione delle procedure definitive e l’addestramento del personale.

Dalle iniziali delle fasi, questo metodo è indicato con l'acronimo DMAIC (Define, Measure, Analyize, Improve, Control).

Nel caso di nuovi processi ancora da progettare, gli ultimi due step precedenti vanno modificati come segue:

  • Disegnare (progettare) il nuovo processo. 
  • Verificare che il nuovo processo raggiunga le aspettative del cliente.

Dalle iniziali, questo approccio è indicato con l'acronimo DMADV (Define, Measure, Analyize, Design, Verify)

Nell'applicazione di un progetto six sigma nelle varie fasi elencate sopra si applicano varie tecniche statistiche tra le quali:

  • Diagramma di Pareto
  • Diagramma di Ishikawa (o a lisca di pesce)
  • Stratificazione
  • La curva di Gauss e metodi grafici
  • Carte di controllo statistico
  • Diagramma di correlazione

Oltre ad essere una metodologia codificata, il Six Sigma e' anche una filosofia produttiva (si passi il termine). E' possibile riassumere questa filosofia nei seguenti punti

  • L'utilizzo di dati quantitativi ci permette di prendere decisioni piu' corrette. La predizione è correlata alla certezza e la massimizzazione della certezza è dipendente dalla misurazione della capacità del processo. 
  • Utilizzando metodi statistici si comprendono meglio i processi in atto. La statistica è usata per convertire dati grezzi in informazioni riassuntive potenzialmente piene di significato.  Le informazioni statistiche sono usate per continuare a rendere noto, migliorare e controllare il processo.
  • Il livello Sigma di un processo puo' essere calcolato attraverso la  combinazione della media e della deviazione standard. Il livello del Sigma di un processo ci dice come esso  sia suscettibile di miglioramento. Il livello del Sigma di un processo può essere usato per  confrontare processi simili o differenti. Tale confronto dei processi è chiamato benchmarking (valutazione delle prestazioni).
  • Il benchmarking è uno strumento competitivo per scoprire che cosa noi facciamo bene e cosa non così bene. Conosciute le possibilità e le mancanze,  possono essere intraprese le azioni correttive. L'azione correttiva conduce ad una riduzione dei difetti, dei tempi e dei costi.
  • Il miglioramento della soddisfazione del cliente si ottiene attraverso la riduzione dei difetti, dei tempi e dei costi. All' aumentare della soddisfazione del cliente,  aumenta la probabilità di fare business.
Posted by mliuzzi at 17:38:23 | Permanent Link | Comments (0) |

Domenica 14 Gennaio 2007

Aggiornamento al sito ITIL Italia

Al sito ITIL, Italia si e' aggiunta un'area dedicata al Financial Management per i Servizi IT.
Posted by mliuzzi at 18:01:15 | Permanent Link | Comments (0) |
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