Maggiori informazioni su ITIL v3 disponibili sul sito ITIL, Italia
Il sito ITIL, Italia dedica un area (per il momento contenuta) ad ITIL v3 ed ai 5 libri relativi:
Il sito ITIL, Italia dedica un area (per il momento contenuta) ad ITIL v3 ed ai 5 libri relativi:
Per il post di oggi andiamo un po' fuori tema... non ci occuperemo di Certificazioni IT, ne' di IT Project management ne' di IT Service Management come da nostro impegno iniziale.
A volte e' utile allontanarsi un attimo dal quotidiano per poter capire i cambiamenti che avvengono attorno a noi e che non si riscontrano nelle attivita' giornaliere. Un' ottimo modo di fare cio' e di leggersi un libro. Un libro molto utile a tale proposito e' il volume seguente.
Wikinomics, La collaborazione di massa che sta cambiando il mondo
di Don Tapscott, Anthony D. Williams
Il libro compie un eccitante viaggio nel nuovo paradigma della collaborazione di massa e del peer production. La parte interessante e' come si puo' migliorare il business comprendendo questo paradigma ed utilizzandolo opportunamente.
Alcuni esempi di utilizzo citati sono:
Il libro non offre una soluzione buona per tutti, ma aiuta a riflettere ed a considerare gli elemtnei che possono essere utilizzati per essere parte del nuovo paradigma: apertura, peering, condivisione ed azione globale. Per sfruttarne i benefici occorre un ripensamento del business.
Con esempi vividi e coinvolgenti, basati su cinque anni di una ricerca senza precedenti, Wikinomics spiega i fondamentali cambiamenti avvenuti nella tecnologia, nella demografia e nel business che permetteranno alle persone di partecipare all’economia come mai prima d’ora.
Come vedete forse non siamo del tutto fouri tema...
Continuiamo con la serie di post sulle metriche relative ai processi ITIL (v2). Con il post di oggi concludiamo la panoramica sul Service support con le metriche di Release Management.
Nel ricavare le metriche e' sempre opportuno chiarire gli obiettivi (Fattori critici di successo) della misura. Per il processo in oggetto si possono considerare i seguenti:
Alcuni esempi di metriche che possono essere utili per misurare le performance del processi di Release Management sono le seguenti (organizzate per Fattore Critico di Successo di cui offrono una misura):
Controllare le release messe in produzione al fine di minimizzare gli incidenti correlati
Manutenzione di record accurati relativi a tutte le versione dei software presenti nella Definitive Software Library (DSL)
Ottimizzare la gestione del processo di release
Nel processo di Release applicativo esistono due prospettive opposte che e' opportuno valutare e misurare con metriche (alcuni esempi sono elencati di seguito) che sono leggermente diverse a secondo del punto di vista:
Con ITIL v3 il continuo di miglioramento dei processi assume una maggiore importanza. A questo proposito e' fondamentale l'identificazione di metriche per la reale misurazione dei processi e l'identificazione di opportunita' di miglioramento. Parecchi post fa abbiamo parlato di metriche, in questo post approfondiamo qualche metrica per la misurazione del processo di Configuration Management.
Nel Processo di Configuration Management esistono dei Fattori Critici di Successo che e' utile elencare, e da cui ricaveremo le metriche relative:
Alcuni esempi di metriche che possono essere utili per misurare le performance del processi di Configuration Management sono le seguenti (organizzate per il Fattore Critico di Successo di cui offrono una misura):
Identificare e gestire le informazioni relative all'infrastruttura IT;
Fornire informazioni utili ai processi di Incident Management, Problem Management, Change Management e Release Management;
Il Project Management Institute o PMI (http://www.pmi.org), ha annunciato che ha raggiunto la certificazione ISO/IEC 17024 per la certificazione Project Management Professional (PMP®) dall'International Organization for Standardization (ISO).
Cosa cambia? Praticamente nulla. Semplicemente la certificazione PMP e' la sola certificazione di Project Management che sia certificata ISO 17024. Nella pratica, comunque, era gia' una delle principali certificazioni per Project Managers disponibili, per la serieta' nella selezione ed i numeri: ci sono oltre 218,000 professionisti certificati PMP in oltre 160 paesi. L'accreditamento ISO 17024 semplicemente fornisce ulteriore prova dello stato della certificazione PMP come una delle piu' valide certificazione di Project Management.
Continuiamo la nostra analisi sui vari libri di ITIL v3; in questo post proviamo ad illustrare i contenuti del volume Continual Service Improvement.
Il volume in esame è stato compilato da Gary Case e George Spalding e copre gli aspetti relativi al continuo miglioramento dei servizi offerti. Gli obiettivi del Continual Service Improvement (CSI) includono i seguenti:
Review, analyze and make recommendations on improvement opportunities in each lifecycle phase: Service Strategies, Service Design, Service Transition, and Service Operations:
In realta' questo concetto non e' nuovo con ITIL v3, ma era ben presente anche nella versione precedente ove venivano presentate le tematiche inerenti all'implementazione di ITIL. I passi sono sempre gli stessi, e sono i seguenti:
Con la possibile aggiunta del passo che riportava al punto primo, come facciamo in modo che il ciclo continui con lo stesso entusiasmo? (how do we keep the momentum going?).
Cio' che si aggiunge in questo volume e' la concretizzazione di questa idea, cioe' la formalizzazione della pratica del CSI. A tale proposito vengono definiti ruoli chiave quali il CSI manager, il service owner ed il service level manager il cui compito principale e' l'implementazione delle pratiche di CSI.
L'implementazione del CSI prevede sette passi principali, a partire dall' identificazione della visione di dove si vuole arrivare:
Il volume sul CSI documenta che le misure ed il tipo di metriche da accumulare. Uno degli aspetti piu' interessanti e' l'identificazione dei tre tipi di metriche principali: tecnologiche, service-related e process-related. Molte organizzazione accumulano metriche (magari in modo non pianificato), ma non le mettono nel contesto del servizio IT inteso come servizio end-to-end.
Ci torneremo ancora e con maggiori dettagli...
Da uno studio della Computing Technology Industry Association (http://www.comptia.org/), promotori, tra molte altre iniziative, della certificazione IT Project+, risulterebbe che le cause piu' frequenti di fallimento per progetti siano le seguenti:

Come altre volte anche questa volta le comunicazioni di progetto sembrano essere il singolo elemento che maggiormente puo' determinare l'insuccesso di un progetto (abbiamo gia' parlato qui e qui). A tale proposito una maggiore attenzione ai processi di Communication Management puo' risultare determinante.
Continuiamo la nostra analisi sui vari libri di ITIL v3; in questo post vi daremo conto dei contenuti del volume Service Operation.
Il volume in esame è stato compilato da David Cannon e David Wheeldon e copre vari aspetti delle attivita' giornaliere necessari a fornire e supportare i servizi IT. In particolare vi sono cinque processi che rappresentano il cuore di questo volume:
Nella parte di Service Operations sono anche previste quattro funzioni (o gruppi):
Il volume fa riferimento anche alle attivita' operative che vengono svolte quotidianamente nei dipartimenti IT. A tale proposito fa riferimento a principi gestionali generici quali il monitoraggio dei control loops, gia' presenti in alcune parti di ITIL v2. Il libro fa anche riferimento (ad alto livello) ad attivita' specifiche correlate alla tecnologie, quali:
Uno dei punti chiave del libro e' che la gestione dei servizi IT e della tecnologia correlata vanno integrati e non separati (come viene spesso fatto). Questo sembra essere l'elemento maggiore di novita'.
Continuiamo la nostra analisi sui vari libri di ITIL v3; in questo vi daremo conto dei contenuti del volume Service Transition.
Il volume in esame è stato compilato da Shirley Lacy ed Ivor Macfarlane e si concentra sull'implementazione del servizio, (definito nel volume precedente: Service Design), o meglio, per utilizzare i termini di ITIL v3, transitare il nuovo servizio IT in produzione ("transitioning the Service into operations"). i processi, i concetti e le attività presentate in questo volume hanno i seguenti obiettivi:
Non tutto è nuovo in questo volume, i seguenti processi sono sostanzialmente uguali ad ITIL v2 (anche se con diversi miglioramenti):
Il fatto di lasciare alcune parti invariate permetterà a quanti hanno esperienza ITIL v2 di riutilizzarla con profitto anche su ITIL v3. Alcune parti di Service Transition nascono però con ITIL v3. Queste sono:
Nella parte Service Transition si concretizza quello che è stato un pò il mantra di ITIL v3, il concetto di lifecycle dei servizi. Nel Service Transition si introducono quindi le seguenti attività:
Ci torneremo ancora e con maggiori dettagli...